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 La donna perfetta
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Biuso
Amministratore

Città: Catania/Milano


2900 Messaggi

Inserito il - 15/07/2004 : 11:45:38  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Biuso Invia a Biuso un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Il titolo originale è The Stepford Wives, regia di Frank Oz.
Anche questo è un remake nel complesso modesto ma affronta in modo abbastanza efficace due questioni molto importanti: le relazioni fra maschio e femmina in una società frenetica come la nostra; la possibilità (udite udite!) di cambiare le persone inserendo nel loro cervello una serie di chip elettronici.

Sul primo punto, il film sembra ignorare quanto siano cambiati i rapporti fra i sessi dagli anni Cinquanta del Novecento a oggi; sulla seconda questione l’approccio è quasi da incubo, visto che l’unica maniera per rendere più perfette alcune donne dalla spiccata personalità e dalle vite complicate sembra essere quella di ridurle a dei robot molto piacevoli, sorridenti, gentili e brave a pulire la casa e a sfornare dolcetti.
Se questa è la visione che qualcuno ha della evoluzione dell’umano (in questo caso del
femminino) verso le protesi digitali…stiamo freschi!

La Kidman è sempre brava e la cosa migliore del film è forse il feroce sarcasmo nei confronti di un’America fatta di patriottismo da deficienti, di lugubre consumismo, di dilagante stupidità. Vengono prese in giro, e citate con tanto di nomi, aziende come la Microsoft e la Mattel, la produttrice di quelle Barbies a cui le perfette donne di questo film vengono ridotte.

agb
verso la luce -l'ultimo tuo movimento;
un giubilo di conoscenza -l'ultimo tuo accento
(Nietzsche)

digiu
1° Livello



97 Messaggi

Inserito il - 29/07/2004 : 13:24:08  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di digiu  Invia a digiu un messaggio Yahoo! Invia a digiu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Visto in ritardo, scrivo anch'io qualche riga.

The Stepford Wives (La donna perfetta), di Frank Oz. Si tratta del remake de La fabbrica delle mogli, un film del 1975 tratto dal romanzo di Ira Levin.
La trama narra di una coppia in crisi che si trasferisce nella ridente cittadina di Stepford, Connecticut, nel tentativo di riassemblare i cocci di una relazione divorata dalle aspirazioni professionali di lei (Joanna). A Stepford davvero tutto è perfetto, ma ad una sola condizione: indossare degli occhiali che filtrino il punto di vista sulla famiglia come se l'osservatore fosse un becero americano (mi si passi il pleonasmo) degli anni Cinquanta convinto che il barbecue domenicale, il club per soli uomini e una donna-automa che risponda a comando siano le massime aspirazioni della vita. Per Joanna, donna intelligente ed ex cinica direttrice di un network televisivo comunque innamorata del marito, la realtà di Stepford apparirà invece alla stregua di un incubo atroce, un'atmosfera in cui si respira aria di lager.
Il film sorge sull'ambiguo rapporto che esiste tra i sessi, non proprio come un'indagine sociologica di fine anni Settanta, ma piuttosto come uno sberleffo agli stereotipi che però di stereotipo si nutre. Lo sviluppo scelto da Oz è abbastanza intelligente da criticare la cosiddetta America dell'ottimismo, delle grandi aziende promotrici di modelli etici che siano perfettamente cooperativi con la logica del consumo (la Mattel di Barbie viene citata espressamente, ma anche Microsoft e America On Line); tuttavia non abbastanza intelligente da superare i clichè che l'hanno generato e quando davvero potrebbe sondare la differenza biologica tra i sessi frutto dei ruoli imposti da madre natura e tutte le implicazioni date dall'impossibilità di coniugare la carriera professionale con gli obblighi che la vita domestica e l'educazione dei figli impongono, la sceneggiatura anziché graffiare vira sulla scelta più semplice mettendo in bocca agli artefici delle donne-robot una battuta come: « l'abbiamo fatto per invidia, perché eravate troppo intelligenti e capaci, perché ci avevate superato in tutto ».
Restano comunque molte intuizioni felici a partire dai titoli di testa che sciorinano donne a far da corredo in mezzo agli elettrodomestici e per continuare con il cartone animato promozionale e l'intervista conclusiva.
Impareggiabile il cast, attori in forma strepitosa: Christopher Walken, Nicole Kidman e Glenn Close sugli altri.
Nel complesso rimane un film piacevole, il tono da commedia fantastica rende il tutto lieve e non mancano le punzecchiature sugli ebrei, sugli omosessuali, sulla politica del "The Show must go on" e sulla perenne favola che le persone in qualche modo si possano cambiare.



Edited by - digiu on 29/07/2004 13:26:03
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sara
Nuovo Utente



31 Messaggi

Inserito il - 10/08/2004 : 01:46:20  Mostra Profilo Invia a sara un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho appena visto questo film.
Cosi' a caldo direi che non e' malaccio.Solo che ci sono alcune cose che mi sembrano un po' assurde,anzi,che non vengono spiegate bene:
1.Com'e' possibile che una donna quale Joanna,per amore del marito,abbia deciso di farsi inserire quei quattro microchip?
2.Come hanno convinto le donne a subire il lavaggio del cervello,se cosi' si puo' definire,sono state costrette o di loro spontanea volonta' hanno accettato "in un momento di ordinaria follia"?
3.Perche' hanno "appizzato" il film con quella scena pietosa finale della Close?
4.Era intuibile che la mente fosse lei,perche' non cambiare un po' il finale(ma se si tratta di un remake...)
4.E' una commedia?Com'e' che alla fine i mariti sono messi in punizione dalle mogli?Non era piu' logico che li lasciassero?
5.I bambini erano una massa di automi anche loro,com'e' che non hanno avuto nessun ruolo,che non chiedevano spiegazioni del cambiamento repentino delle mamme?Li avevano confinati tutti al campus?

Comunque a parte questo direi che in fondo una moglie servizievole e affettuosa e' il desiderio di tutti gli uomini.Anche a me e' piaciuta molto l'intervista finale,soprattutto le parole della scrittrice.Che i tempi siano cambiati certo,pero' alcune cose non cambiano,o non cambiano mai o attenderemo che cambino,non lo so.
L'eterno dubbio fa parte della nostra imperfezione.
E non so se io accetterei quei quattro microchip.
Non lo so.Come dico sempre a parte le dovute dissertazioni su tutto io non so proprio niente.

Scusate per l'intervento lungo a cui non sono solita e scusate anche per le possibili sconclusioni!

Una specie di commedia con la Kidman bruna(tanto per inserire sempre altri film.....eh eh!)che mi e' piaciuta di piu' e' "Birthday Girl",avete visto?



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